martedì, 04 dicembre 2007

Ho una strana memoria. Conservo i dettagli più inutili di una giornata senza storia in terza elementare e poi al mattino, quando esco di casa, lascio le chiavi nella serratura, il sacchetto dei rifiuti appeso alla maniglia e le luci accese in almeno due stanze.
 
Siccome il blogrodeo si è tenuto tre anni fa, è già entrato nella sfera delle cose memorizzate.
Ricordo che c’erano dei computer e le persone scrivevano dei post e i post venivano votati. C’erano alcuni partecipanti vestiti da cuochi. Ricordo che a un certo punto per eseguire uno spareggio ho fatto ballare un minuetto con la musica di Lady Oscar. Ricordo che ci siamo anche divertiti.
Sono passati tre anni da allora, almeno cinque da quando è iniziata la diffusione dei blog in Italia e ben otto da quando ho aperto il mio primo sito. Benché qualche oscuro commentatore disse una volta che non era vero che io avevo aperto labranca.com nel 1999. E forse aveva anche ragione, vista la mia memoria che flickera.

Ormai quando sento o leggo il termine "blog" provo lo stesso fastidio di quando mi punge una zanzara o di quanto sento o leggo il termine "trash".
Soprattutto quando leggo sui quotidiani belle frasi come: "la cosa ha messo in subbuglio il mondo dei blog". Frase che non vuol dire niente, ma aiuta chi la scrive a sentirsi parte di un ipotetico mondo della modernità informatizzata. Proprio come i ragazzini con le cinture taroccate Gucci si sentono parte del mondo del fashion.

Oggi, i blog puri sono sempre meno e siamo vessati dai "blo" e dai "blogghe".
I "blo" sono quei resoconti pasticciati e sgrammaticati, gestiti da sedicenni che fanno sulla pagina elettronica ciò che decenni fa si faceva con gli Uniposca sulla Smemoranda: disegnano un mondo colorato, acerbo, diffidente verso gli adulti e ruotante intorno a stelle fisse come l’amore, la musica, le moto e lo sport. Solo che questo mondo personale e limitato a una classe scolastica o al gruppetto di amici aveva un senso se chiuso nelle pagine di una agenda che diventava sempre più gonfia e tossica per l’odore di colla e pennarello. Non ha più senso se lo si mette online e lo si rende accessibile al mondo. Perde il suo senso intimistico. Li chiamo "blo" perché questo genere di compilatori usa abbreviare tutto, un po’ come facevano gli incisori di lapidi ai tempi dei latini.

Sull’altro lato ci sono i "blogghe", con l´epitesi, ossia l’abitudine dei dialetti centro-meridionali a completare i monosillabi. Si tratta di quei blog, spesso localizzati nella Capitale, molto citati, molto ammirati, molto riveriti, ma per niente letti, gestiti da giornalisti di varia tendenza. Tutti questi signori già lavorano per prestigiosi quotidiani, conducono trasmissioni televisive e radiofoniche, scrivono libri profondi e intelligenti. Ma evidentemente non basta.
Devono sbrodolare parole anche su Internet. Poi si leggono e si citano solo tra loro, ma ciò basta a renderli felici, a sentirsi come i potenti giornalisti statunitensi, quelli in grado di far cadere un presidente. Non vi specifico cosa fanno cadere gli estensori dei "blogghe".

(Tommaso Labranca)

postato da: Effe alle ore 23:54 | Permalink | commenti (19)
Commenti
#1    05 Dicembre 2007 - 11:03
 
oh come sono d'accordo, seppur bloggher ancora acerbo
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#2    05 Dicembre 2007 - 13:58
 
Ma i post della singolar tenzone non sono recuperabili?

Aury
utente anonimo

#3    05 Dicembre 2007 - 14:18
 
è bene che non lo siano
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#4    05 Dicembre 2007 - 14:22
 
data la temperie naftalizia,
non aprirei il caso di pandoro
[postsottolalbero.splinder.if]
utente anonimo

#5    05 Dicembre 2007 - 14:41
 
Si può tentare con la Wayback Machine (ecco).
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#6    05 Dicembre 2007 - 14:45
 
maledetto grullo parlante,
finirai spiaccicato al muro
da un colpo di zoccola
[mavaffanzu.splinder.it]
utente anonimo

#7    05 Dicembre 2007 - 18:34
 
(la n. 6 potrebbe proporsi per i contenuti extra del futuro dvd sul pinocchio malciko)
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#8    06 Dicembre 2007 - 08:13
 
oppure del pinokkio di Strelnik, Zu.
comunque sia,
ero qua per dire bravo Tommaso, e speriamo che la figlia in crescita non entri in nessuna di quelle due categorie, che si rilassi-sfoghi eventualmente sulla smemoranda....(anche se ultimamente la porta bianca della camera è il destinatario di quei Uniposca, con grande stizza della madre...)
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#9    06 Dicembre 2007 - 09:27
 
si si, d'accordo praticamente su tutto. anche se non criticherei in maniera totale il blo del 16enne: alla fine uno scrive per i suoi simili, quindi se non si è sulla stessa lunghezza d'onda è inutile andarli a leggere (e myspace e facebook hanno in parte sostituito il mondo dei blo).
trovo molto più penosi e negativi i blogghe, che mi piacerebbe tanto che venissero proibiti per legge.
impagabile infine il discorso sulla memoria: io ricordo soltanto ed esclusivamente le cazzate prive di qualsiasi significato, e questo fin dai tempi della scuola...
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#10    06 Dicembre 2007 - 12:10
 
Blulu: proprio a Strel pensavo.
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#11    06 Dicembre 2007 - 13:55
 
a me pare che abbiate avuto una bella idea, i primi due post sono scritti divinamente ( e poi niente revisionismo: par poco?)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente EvaCarriego

#12    06 Dicembre 2007 - 23:28
 
Ho riferito la proposta di Zu: il burattino malidetto e malciko è a completa disposizione!

(propongo come titolo del possibile contenuto extra: "sex, drug and rock 'n troll")

Strel'
utente anonimo

#13    07 Dicembre 2007 - 13:54
 
Se dobbiamo limitare l'uso del blog e criticare duramente chi non lo fa "correttamente", magari si potrebbe fornire una spiegazione per i neobloggers di cosa sia esattamene un "blog puro"?
Bhuidhe
utente anonimo

#14    09 Dicembre 2007 - 14:13
 
Dire che i sedicenni sanno solo scrivere in tristissimi BLO, mi sembra riduttivo e un pò generalizzato.

Una sedicenne
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#15    10 Dicembre 2007 - 11:56
 
Sì...
Ma le foto?
utente anonimo

#16    13 Dicembre 2007 - 00:06
 
Non scrivo "blo", e non scrivo neppure "blogghe".

Mio dio, non sono un cazzo.

Per fortuna.
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#17    03 Febbraio 2008 - 11:24
 
Dì la verità,non avevi tempo/voglia di elencare le altre categorie e le sotto categorie.Perchè ce ne sono altre,giuro,c'è altro oltre ai sedicenni che hai incontrato tu.
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#18    06 Febbraio 2008 - 12:27
 
ies, hic sunt snoblog:
labranca acuttissimo snobloggerhai dimenticato che non è solo dei dialetti centromeridionali ma bensì dei dialetti toscani (che non vanno in quel novero, per definizione), e tu scrivi in 'tagliano lingua toscanista: ah il buon principio dell'analogia
PS = g.genna ti fa un culo così, ma anche ammanniti

ma.labranca, che è un blogghista che cura l'orticello del suo blogghe (e giuro che lo legge solo lui e altri due, che è sempre lui con altri indirizzi IP o nomeutente)
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#19    06 Febbraio 2008 - 13:20
 
dimenticavo di dire labranca ciai preso sono un blogghista romano (vedi che ciò il blogghe) ma non sono giornalista, il quoziente intellettivo non mi sosteneva, troppo basso. ma che vuoi noi romani abbiamo questa superiorità che dobbiamo schiacciare gli animaletti milanesi sotto il nostro imperial tallone. poi ho sentito il mio analista che mi ha detto che sono versiero, che devo smetterla di prendermela con chi non fa colla lingua italiana ciò che io credo tutti dovremmo fare con la medesima. e non dovevo scaricare su di te il mio rancore dicendo che ammanniti ti fa il c. genna sì, eccome se te lo fa, lo capisci da solo, ma ad ammanniti te lo mangi in poche virgole. scusami
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