mercoledì, 05 dicembre 2007

l’inferno di rozzano
 

(va ben, saran no tutti endecasillabi, ma manco io son propio dante)
 

per me si va giù a rozzano,
dissemi effe, dal piglio sereno e guidando
col sigaro in bocca, nostro capitano,

ci condusse per il traffico bestemmiando
fin su prima di una milano da bere
per me e i miei compari di bàndo

andiamoci e facciamoli godere
disseci con in testa la vittoria scontata
e io che mi pensavo solo al deglutire

il negrone bibitone fatt’in giornata
portat’appresso come assicurazione
d’una scordanza sana, sacrosanta e cercata

ma ora che vi parlo in questa rimazione
mi sembra ch’ho troppo poco vino in corpo per scriver,
qualcosa di decente di quell’epoca d’azione

primitiva e pionieristica, soprattutto nel viver
il web uno primo e social, ma di fuori
nel mondo rozzo e materiale dell’esser

amici d’un nickname, compagni di cert’amori
letterari, presi solo dalla scrittura malcika
o di da un duo di fratellastri di furori.

eppoi ora c’è no buona musìca
a smantellarmi un orecchio cappuccio
ché i’ son uno che ricorda meglio la fica

che l’aver i pantaloni calati in un cantuccio
a far pipì di nascosto da un complessino
capeggiato da zu in completo blu caruccio.

eppoi confusi lo strelniko siamo soli, i’ cretino,
di tra i negroni scroscianti come un niagara
piangendo ‘bbracciati a fontanone fontanino

che manco sapevo ben come funzionava la gara
di scriver al volo s’ un tema impossibile
ma bello, e ci si mise quasi d’impegno la femmina chiara

fidanzata, lo chiesi, sempr’in ritardo e ‘rraggiungibile
e poi mafe ci lesse e ovviamente al primo girone
ci buttaron fuori, nonostante mafe, e tutto lo scibile,

profuso un poco a caso, un poco anche coglione.
ma che atmosfera di confidenza da prendersi
aggratis! i' che non leggo mai nessuno, manco a colazione,

c’era, che potevi dar del tu e questi senz’offendersi
mi davan retta giù per tutti i miei sgraziati scempi
da quasi-maledetto bevuto scrittore filozarista

ma ridatemi la meglio idea di tutt’il web di tutt’ i tempi
di tutti i numeri punto zero, la geniale anarchica bovarista
terra fertile di blogger amatori leonardi ed empi

ch’era bloboftheblogs (e soprattutto quel "qualcuno era blogghista").
poi rivorrei quel senso di ‘sperimento, dello scriver insieme
e magari pure quello grandioso inferno di rozzano,

quel purgatorio quel paradiso, categorie buone da meme
che uso ma non mi piace, e comunque penso sia peggio cormano.
(parlo solo perché son di torino, ma non mi passa la speme

d’esser perdonato da effe per il mi’ vomito melograno
forse per il vino, forse per l’emozione o la saudàde
d’aver ripensato a quei momenti lì di blogstar stelle

e alzerei ancora un calice a tutte le persone bastràde
ch’ho incrociato e amo da allora, belle,
poi dopo cado come corpo morto cade.

 

(Arsenio Bravuomo)

postato da: Effe alle ore 00:31 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    06 Dicembre 2007 - 07:36
 
La ringrazio per aver resistito fino alla discesa dal mezzo, dopo la tormentata Rozzano-Torino, per poi sbottare
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Effe

#2    06 Dicembre 2007 - 09:18
 
poeta,
hai aperto una parentesi
ma l'hai chiusa no,
o effe e blulu se la sono mangiata
copia e incollando??

(ps...arse'..anche se a genova è andata bene, non ti do' più passaggi no:p)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente blulu

Commenti