l’inferno di rozzano
(va ben, saran no tutti endecasillabi, ma manco io son propio dante)
per me si va giù a rozzano,
dissemi effe, dal piglio sereno e guidando
col sigaro in bocca, nostro capitano,
ci condusse per il traffico bestemmiando
fin su prima di una milano da bere
per me e i miei compari di bàndo
andiamoci e facciamoli godere
disseci con in testa la vittoria scontata
e io che mi pensavo solo al deglutire
il negrone bibitone fatt’in giornata
portat’appresso come assicurazione
d’una scordanza sana, sacrosanta e cercata
ma ora che vi parlo in questa rimazione
mi sembra ch’ho troppo poco vino in corpo per scriver,
qualcosa di decente di quell’epoca d’azione
primitiva e pionieristica, soprattutto nel viver
il web uno primo e social, ma di fuori
nel mondo rozzo e materiale dell’esser
amici d’un nickname, compagni di cert’amori
letterari, presi solo dalla scrittura malcika
o di da un duo di fratellastri di furori.
eppoi ora c’è no buona musìca
a smantellarmi un orecchio cappuccio
ché i’ son uno che ricorda meglio la fica
che l’aver i pantaloni calati in un cantuccio
a far pipì di nascosto da un complessino
capeggiato da zu in completo blu caruccio.
eppoi confusi lo strelniko siamo soli, i’ cretino,
di tra i negroni scroscianti come un niagara
piangendo ‘bbracciati a fontanone fontanino
che manco sapevo ben come funzionava la gara
di scriver al volo s’ un tema impossibile
ma bello, e ci si mise quasi d’impegno la femmina chiara
fidanzata, lo chiesi, sempr’in ritardo e ‘rraggiungibile
e poi mafe ci lesse e ovviamente al primo girone
ci buttaron fuori, nonostante mafe, e tutto lo scibile,
profuso un poco a caso, un poco anche coglione.
ma che atmosfera di confidenza da prendersi
aggratis! i' che non leggo mai nessuno, manco a colazione,
c’era, che potevi dar del tu e questi senz’offendersi
mi davan retta giù per tutti i miei sgraziati scempi
da quasi-maledetto bevuto scrittore filozarista
ma ridatemi la meglio idea di tutt’il web di tutt’ i tempi
di tutti i numeri punto zero, la geniale anarchica bovarista
terra fertile di blogger amatori leonardi ed empi
ch’era bloboftheblogs (e soprattutto quel "qualcuno era blogghista").
poi rivorrei quel senso di ‘sperimento, dello scriver insieme
e magari pure quello grandioso inferno di rozzano,
quel purgatorio quel paradiso, categorie buone da meme
che uso ma non mi piace, e comunque penso sia peggio cormano.
(parlo solo perché son di torino, ma non mi passa la speme
d’esser perdonato da effe per il mi’ vomito melograno
forse per il vino, forse per l’emozione o la saudàde
d’aver ripensato a quei momenti lì di blogstar stelle
e alzerei ancora un calice a tutte le persone bastràde
ch’ho incrociato e amo da allora, belle,
poi dopo cado come corpo morto cade.




